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I due gentiluomini di Altona di Lisa Henry e J. A. Rock

I due gentiluomini di Altona

di

Lisa Henry e J. A. Rock

Autori: Lisa Henry e J. A. Rock

Titolo: I due gentiluomini di Altona

Genere: romance/ MM

Editore: Triskell

Prezzo ebook: 3,37 Amazon

Prezzo cartaceo: 12,00 Amazon

 

 

Da notare come i titoli somigliano alle comedie di Shakespere.

 

Sinossi:

La settimana dell’Agente Speciale Ryan “Mac” McGuinness si sta rivelando pessima. Non solo ha cominciato una nuova dieta, ma è anche stato incaricato di mantenere in vita tale Henry Page, il testimone più insopportabile del mondo.
Lavoro difficile considerato che Mac è a tanto così dall’uccidere lui stesso Henry e le sue citazioni Shakespeariane, le sue disquisizioni etiche e la sua ossessione per le uova.
A meno che ‘ucciderlo’ non sia esattamente ciò che ha in mente di fargli…
Il truffatore Henry Page preferisce tenersi alla larga dalla legge… anche se non gli dispiacerebbe affatto avvicinarsi un po’ di più al rigido e affascinante Agente McGuinness. Come unico testimone di un delitto di mafia, Henry è di grande valore per l’FBI, se non fosse che suoi programmi non includono il testimoniare.
La comparsa di una talpa negli uffici dell’FBI costringerà Mac e Henry a nascondersi. Rinchiusi in uno chalet, resteranno sorpresi nello scoprire che c’è altro tra loro oltre alla semplice attrazione.
Ma la mafia si avvicina e Henry dovrà fuggire. A Mac toccherà capire quanto è disposto a rischiare per tenerlo accanto a sé.

 

 

Tempo fa su PassioneLibroBlog è uscita la recensione del libro “Il mercante di morte”. Non ho idea del motivo, ma su facebook si è scatenato un flame ridicolo. Mi è stato detto che non capisco un cazzo di letteratura, che il libro non lo avevo letto, che scrivo solo baggianate, che con la mia recensione ho offeso le persone che hanno lavorato alla realizzazione del romanzo “Il mercante di Morte”. Premetto che io non ho mai voluto offendere nessuno, ma solo dire la verità. Vi assicuro che dietro questo libro non c’è il lavoro di nessuno. Gli autori non si sono minimamente sforzati di creare personaggi che fossero realistici, non solo, non hanno neanche tentato di spiegare perché questi personaggi fossero così atipici. La traduttrice che avete tanto difeso… io non vorrei fare brutte insinuazioni però se leggo frasi tipo: sbuffi di glassa sul viso, piante rachitiche, sarebbe sembrato, tosare i capelli. Onestamente due domande me le faccio. Mi astengo dal fare commenti sulla CE che pubblica sta roba senza neanche verificare che sia scritta decentemente. Diciamolo chiaramente se a voi piace leggere thriller contemporeani pieni di cazzate surreali, fatti vostri, Ma l’italiano? Vogliamo avere un briciolo di rispetto per la nostra lingua madre? Chiuso questa piccola precisazione inauguro la rubrica #letteraturaspazzatura, con il romanzo: I due gentiluomini di Altona. Il primo di una dilogia che ci auguriamo rimanga tale. (Il mercante di morte è il seguito e vi assicuro che è peggio di quello che andremo ad analizzare oggi).

 

 

La storia si apre con Mac, un agente dell’FBI incazzato con il suo medico che lo ha messo a dieta. È l’una di notte e Mac è appena arrivato alla casa di Gloria, zia di Maxfield, un boss mafioso a cui Mac da la caccia da diverso tempo. Nel vialetto Mac si incontra con un giovane uomo che si presenta con il nome di: Richard Falstaff. Questo poliziotto che l’autrice si dimentica di descriverci – sappiamo solo che ha un bel culo – racconta che un certo Toby era sceso a bere quando ha visto Maxfield uccidere uno dei suoi scagnozzi. Spinto da un senso civico (parole dell’autrice). Toby dopo essersi chiuso in camera, chiama la polizia. A parte che se fosse stato scritto così bene mi sarebbe anche piaciuto. Però quello che mi chiedo è: Maxfield è un mafioso, avrà avuto dei scagnozzi a cui affidare il compito di eliminare il doppiogiochista? Posso capire che magari si è fatto prendere dall’ira e ha sparato. Ma quando la polizia è giunta in casa cosa ha trovato di preciso? Questo boss ha ucciso un uomo e ha avuto il tempo di ripulirsi e di far anche sparire l’arma prima che la polizia giungesse? E i vestiti insanguinati? Tra l’altro la cucina viene descritta come un mattatoio, sangue ovunque. Dappertutto tranne che sugli abiti di Maxfield? 

Un romanzo che comincia con certe imprecisioni, già mi sa di mega stronzata galattica.

Andando avanti con i capitoli scopriamo addirittura che Maxfield viene rilasciato perché sulle mani non c’era traccia di polvere da sparo. (Ma i vestiti? E il sangue?) E a testimoniare a favore di Maxfield c’è la fidanzata che dice che i due dormivano insieme quando hanno sentito lo sparo provenire dal piano di sotto. Quindi la polizia crede che due ladri o presunti tali, sono entrati in casa per rubare e poi uno a sparato all’altro? Guarda caso quello morto è un conoscente di Maxfield. Anche volendosi sforzare di prenderla per buona, questi due fidanzati (parlo di Maxfield e la fidanzata) stavano dormendo a casa della zia di lui? So che c’era stata la festa di compleanno della signora, ma viene detto nei capitoli seguenti che Mafield non andava MAI a trovare la zia. Però quella notte decide di dormire a casa di lei?

Quello che da fastidio è che sembra di leggere una dottrina religiosa, non si sforzano di spiegare il motivo di certe cose. è così e basta o ci credi o ti fotti! Ma anche volendomi sforzare di credere che questo boss della malavita abbia decido di dormire da una zia che non vede mai, perché la fidanzata non compare sulla scena del crimine. Ha dormito in quella casa, si o no? Questa ragazza spunta dal nulla quando Maxfield è già in galera e si dice solo che lei racconta alla polizia di aver dormito con Maxfield e basta. Che poi è un alibi che non sta proprio in piedi. La fidanzata dice che non si è mai mosso dal letto e tu poliziotto ci credi? Un conto è collocare l’assassino da un’altra parte al momento dell’omicidio un conto è dire: si eravamo entrambi lì, ma stavamo dormendo e Maxfield non si è mai mosso dal letto… Ma per favore! Ma poi lei neanche c’era sulla scena del crimine! WTF!

Andiamo avanti con la storia, sennò non la finiamo più.

 

Falstaff dice che il testimone è stato chiuso nel bagno dalla polizia (non ho idea del perché) e che Maxfield è ammanettato in salotto. Poi se ne va dicendo di aver dimenticato il telefono in auto. Mac entra in casa. Qui abbiamo una descrizione di come la polizia ha delimitato la casa con il nastro onde evitare che curiosi invadessero la scena del crimine. Leggete come ci viene descritta questa scena.  (FOTO 1)

Il nastro della polizia paragonato a una decorazione natalizia. Ma anche no! E poi in che modo è messo? Dalla cassetta della posta allo steccato? Perché? Dovrebbero bloccare l’entrata! Prima disteso poi arrotolato O_O Forse voleva dire: legato.

 

 

Questo romanzo è anche pieno di descrizioni tipo: Faccia butterata e grassa come il resto del suo corpo. Il resto del corpo grasso come la faccia è fattibile, ma non “butterato”. Butterato agg. [der. di buttero1]. – Pieno di butteri, di segni del vaiolo e, per estens., anche dell’acne: viso b.; anche riferito alla persona (ma intendendo nel viso): un giovane butterato. Già non viene dato un senso logico al comportamento dei personaggi, la trama si regge in piedi per sbaglio, poi anche parole messe li a caso. Non c’è mai fine al peggio.

 

In salotto Mac e Maxfield si incontrano. Prima l’agente dell’FBI gli da del lei poi siccome l’altro lo insulta, passa al tu. Evito di parlare della banalità di questo dialogo, perché poi dite che sono gusti. (Fate voi). Mac va al bagno dove si trova il testimone. Perché? Quel poveretto è presumibilmente sotto shock e lo chiudi dentro un bagno? A questo punto Mac, sente la zia di Maxfield parlare con un altro detective e vi giuro, non si capiva più chi cazzo era il soggetto dell’azione. In più viene fatta questa descrizione: Il collo le dondolava ogni qualvolta apriva bocca. Il collo dondola, è un altalena. Qualcuno mi spiega come fa un collo che è attaccato al corpo e alla testa a dondolare? Di preciso cosa fa? Va da destra verso sinistra o avanti e indietro? (FOTO).

 

Credo che stesse parlando del sottogola che spesso hanno gli anziani.

 

Mac prosegue fino a giungere al bagno. Di guardia, davanti all’entrata ci sono due poliziotti. Sorvoliamo sulla poesia di certe frasi tipo: disse il primo, guadagno il secondo con un sorrisetto. Il secondo poliziotto ricambiò il sorriso. L’armonia, il phatos che esprime questa frase. Si sente proprio quanta complicità c’è tra questo scambio di ammiccamenti. Ma anche no!

 

I due poliziotti dicono a Mac che il testimone che poi scopriremo chiamarsi Henry e non Toby, va a letto con la zia di Maxfield.  Posso dire: che cazzo me ne frega? Non è pertinente con la situazione, sembra un discorso da fare dal parrucchiere. Questi sono agenti di polizia, stanno indagando su un crimine, stanno tentando di incastrare un mafioso. WTF! A questo punto Mac chiede alle due lavandaie in divisa blu, quanti poliziotti ci sono sulla scena del crimine. Insomma per farvela breve esce fuori che non risulta nessuno poliziotto di nome Falstaff (Nome ripreso da una delle opere di Shakespeare), aprono la porta del bagno e scoprono che il testimone è uscito dalla finestra (grazie al cazzo!) e che Falstaff era appunto il testimone. Forse sbaglio io a farmi troppe domande quando leggo, però mi chiedo: quale motivo li spinge a chiudere il testimone al bagno primo piano?

Ho formulato delle ipotesi, perché ragazzi il mio cervello è così, ho bisogno di chiedermi: cosa sto leggendo?

Ipotesi numero uno: La polizia chiude il testimone in bagno perché ha paura che possa fuggire senza però pensare che A) il bagno è al piano terra B) il bagno ha una finestra.

Ipotesi numero due: La polizia chiude il testimone in bagno perché ha paura che qualche scagnozzo di Maxfield possa ucciderlo, però non pensano che A) il bagno è al piano terra B) il bagno ha una finestra. Chiunque usando un silenziatore, avrebbe potuto fargli un buco in testa e tanti saluti.

Ipotesi numero tre: La polizia chiude il testimone dentro questo bagno perché così è stato scritto dagli autori della storia forse gli sembrava “fico”. Tanto diciamocelo nessuno si sarebbe chiesto perché il testimone era stato chiuso al bagno.

 

Un’altra domanda che mi pongo è: questo testimone come era vestito quando è fuggito? Era l’una di notte quando Mac giunse sulla scena del crimine, quindi il testimone era in pigiama? Si era cambiato d’abito dopo aver chiamato la polizia? Quindi aveva degli abiti civili quando si è incontrato con Mac? E allora perché Mac non gli ha chiesto di mostrargli il distintivo. Uno tizio in abiti civili ti dice di essere un poliziotto e tu abbocchi come un pesce lesso. Infatti poi scopriremo che Mac è diventato lo zimbello dell’ufficio. È palese leggendo il romanzo che l’intento degli autori era far apparire Mac come un poliziotto in gamba, però Henry è più in gamba di lui. In realtà leggendo i capitoli seguenti, si intuisce che sono due perfetti idioti, ma come dice sempre mia madre: Dio li fa e poi li accoppia.

 

To be continued…  

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