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Il Burattinaio di Alessandra Pepino

Il Burattinaio

di

Alessandra Pepino

Titolo: Il Burattinaio

Autore: Alessandra Pepino

Genere: Thriller/esoterico

Editore: Neroespress

Prezzo ebook: 0.99 Amazon

Prezzo cartaceo: /

 

 Il commissario Mindy Iannaccone non si fermerà davanti a niente pur di scoprire la verità.

 

Sinossi:

Mindy Iannaccone è un commissario molto particolare. In perenne lotta con la sua linea in sovrappeso, è un tipo schietto e verace, che non bada alle buone maniere quando c’è da lavorare. Il ritrovamento del corpo di un bambino sulla spiaggia di Acquamorta, a Monte di Procida, vicino Napoli, dà inizio alle indagini. Quando, la mattina dopo, si presenta in questura don Giulio, un prete che un tempo lei aveva conosciuto e stimato, confessando di essere l’assassino del piccolo, lei stenta a crederci. Don Giulio sembra però convinto di ciò che dice e Mindy, che vuole vederci chiaro, comincia a indagare sul suo passato, scoprendo che, tanti anni prima, l’uomo si era spretato dopo aver fatto visita, in carcere, a un detenuto di nome Carmine Incoronato, che aveva a sua volta ucciso un ragazzino. Ma che legame c’è tra i due?  E Incoronato sarà disposto a collaborare? Mindy non si fermerà davanti a niente pur di scoprire la verità.

 

 

Oggi vi parlo di “Il burattinaio” di Alessandra Pepino edito da Neroespress edizione. Un libricino trovato all’interno del catalogo della Neroespress e che ha subito attirato la mia attenzione.

È il 2004 e Don Giulio fa visita al detenuto numero 157. L’incontro lo segna al punto che la vita del prete cambierà per sempre. Dopo un prologo molto accattivante e ricco di curiosità, l’autrice in un modo che definirei: “sadico”, (in senso goliardico) crea un salto temporale e ci porta nel 2016. Il commissario Mindy Iannacome è in procinto di cenare, quando una telefonata le fa passare l’appetito. È stato trovato il cadavere di un bambino e stando alla confessione di Don Giulio sarebbe lui il colpevole. Ma è effettivamente così? O il prete sta proteggendo qualcuno? Queste sono le due domande che non ho potuto evitare di pormi, giunta a questo punto del racconto.

 

Fin qui la storia appare come un poliziesco ben strutturato ma l’autrice ha voluto osare e, secondo me, ha fatto bene. Ha inserito dell’esoterismo che mette il lettore nella condizione di dover veramente meditare su quanto sta leggendo (PRECISIAMO: non perché sia scritto con il culo) ma perché l’idea folle ma credibile con cui Pepino crea le fondamenta di questo racconto e che richiama il concetto espresso anche in: “La banalità del male” di Hannah Arendet, richiede la giusta attenzione altrimenti si rischia di non comprendere l’opera. (PRECISIAMO: non sto paragonando i due testi, sarei mentecatta se lo facessi!). Un altro riferimento che mi sento di fare è: Inception. Un film di fantascienza che ha come concetto di base quello di inserire un’idea nella mente di una persona e lasciare che questa si sviluppi autonomamente, dando il via a dei pericolosi condizionamenti mentali. Non vi dico altro per non fare spoiler, ma se non avete visto il film, fatelo perché merita tantissimo.

In definitiva “Il burattinaio” di Alessandra Pepino è davvero un bel racconto che, se siete amanti del genere, apprezzerete sicuramente.

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