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Intervista a Samantha Macchia autrice di “Ali in gabbia”

Intervista a Samantha Macchia autrice del romanzo

“Ali in gabbia”

Autore: Samantha Macchia

Titolo: Ali in gabbia

Genere: romance

Editore: Lettere Animate

Prezzo ebook: 1,99

Prezzo cartaceo: 9,35

Link acquisto: Amazon

Cartaceo: Amazon

 

Sinossi:

Il libro racconta la storia di Anna, dolce e appassionata trentenne che non crede nell’amore fiabesco e sconvolgente e per questo si è lasciata coinvolgere in un matrimonio con Edoardo, cinquantenne stimato chirurgo, potente e dispotico. La loro vita matrimoniale corre sui binari prestabiliti da Edoardo, senza che Anna  trovi il coraggio di guardarsi dentro e ribellarsi all’opprimente volontà del marito, permettendogli di annullarla completamente come donna. L’incontro casuale con Giacomo, affascinante proprietario di un bar, le svelerà finalmente il vero volto dell’amore e le darà la forza di affrontare la realtà e di ritrovare se stessa. Anna dovrà essere pronta ad ammettere segreti inconfessabili come gli episodi di violenza del marito che mano a mano si fanno sempre più frequenti. Il crescente sentimento per Giacomo sarà quello che le darà la forza per lottare e superare prove durissime e macchinazioni impensabili che la porteranno a chiedersi chi è davvero l’uomo con cui ha trascorso gli ultimi quattro anni e che non è disposto a lasciarla andare tanto facilmente.

 

 

Ciao Samantha e benvenuta su PassioneLibroBlog.

 

Ho letto dalla tua biografia che hai cominciato per caso a scrivere il romanzo breve: “Ali in gabbia”. Possibile che sia stato veramente il caso a spingerti in questa direzione? Nessun aneddoto da raccontarci?

Buonasera e grazie per la vostra ospitalità.

Quando ho iniziato a scrivere Ali in gabbia non ero partita con l’idea di affrontare il tema della violenza di genere. È un argomento che ha preso piede in maniera autonoma, ma sicuramente sono stata influenzata dalle infinite storie di violenza a cui, purtroppo, siamo costretti ad assistere quasi quotidianamente, anche solo ascoltando un telegiornale. L’aneddoto che posso raccontare, invece, è che a far partire tutta la stesura della storia è stata la prima frase, quella che fa da incipit al romanzo: Anna ascoltava pigramente lo scrosciare della pioggia sui tetti. Una frase che ha iniziato a girarmi in testa davvero per caso e che mi ha indotto a scriverla su un foglio e a continuare il libro in questa direzione.

 

I tuoi romanzi trattano un tema molto importante: La violenza sulle donne. Hai avuto direttamente o indirettamente esperienze di questo tipo? No, fortunatamente non ho avuto esperienze dirette. L’argomento, però, era così delicato e profondo che ho dovuto effettuare un grosso lavoro di ricerca, anche seguendo le indicazioni di un’amica psicologa, per capire quali sono i risvolti psicologici che portano un individuo ad agire in quel modo e una donna a permettere quel tipo di abuso. Credo alla fine di aver centrato la caratterizzazione di questi personaggi, perché è capitato che ad un convegno due persone mi chiedessero se la storia raccontata era la mia, perché sembrava molto verosimile.

 

 

Veniamo a noi. Qual è la tecnica di narrazione che prediligi e a quale autore ti ispiri per i tuoi scritti? Non mi ispiro a nessuno in particolare. Scrivere è una cosa naturale, che mi viene di getto, senza dover pensare ad un modello da seguire. Entrambi i libri sono scritti in terza persona, prediligo fortemente i dialoghi e tutti e due hanno una struttura narrativa con un ritmo crescente e incalzante. Nel secondo romanzo, Mai più senza me, ho sperimentato un nuovo tipo di struttura, dando voce direttamente al “cattivo della storia”. In ogni capitolo infatti è presente un brano, facilmente riconoscibile dall’utilizzo del corsivo, in cui conosciamo le sue mosse e i suoi pensieri morbosi, in modo da entrare nella sua folle mente.

 

Parliamo un po’ del tuo ultimo romanzo: “Mai più senza me”. Da lettrice mi viene subito da pensare: ma chi, come me, non sa nulla di quanto accaduto nella prima storia, può tranquillamente leggere il secondo romanzo? In Mai più senza me ci sono diversi riferimenti e flashback, che potrebbero aiutare il lettore a leggerlo anche senza essere a conoscenza della storia precedente. Non nego, però, che il mio scopo era dare una completezza alla storia, quindi per capire fino in fondo come si arriva alle vicende dell’ultimo romanzo e le evoluzioni caratteriali e psicologiche dei vari personaggi, leggerli entrambi sarebbe l’ideale.

 

Ultima domanda: se tu dovessi consigliare ai miei gufetti un romanzo, quale titolo diresti e perché? Avrei tantissimi romanzi, anche di colleghe molto brave, ma per non fare un torto a nessuno consiglierei un classicissimo: Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. A me non stanca mai!

 

Samantha grazie di essere stata con noi, invito i miei gufetti a visitare la scheda di presentazione dell’opera “Mai più senza me” e “Ali in gabbia”. Vi saluto e vi do appuntamento alla prossima volta.

Grazie mille per avermi ospitata sul vostro blog e buona lettura a tutti!

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1 Risposta a Intervista a Samantha Macchia autrice di “Ali in gabbia”

  1. federica finelli 13 maggio, 2018 a 7:35 pm #

    Ciao! Il libro sembra molto carino! E trovo molto interessante te che intervisti gli autori =) Complimenti!