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Jumanji Welcome to the Jungle

Jumanji Welcome to the Jungle

Per la rubrica “Cinema” oggi parliamo di Jumanji welcome to the jungle. Seguito del famosissimo film Jumanji uscito nel 1995. Penso che tutti voi vi ricordiate la trama così come credo di non fare spoiler se vi dico che il film del 1995 si concludeva con due donne che trovavano, su una spiaggia della Francia, il gioco in questione. Questo film riparte più o meno da quel punto, con la differenza che non sono due donne a trovare il Jumanji e che non siamo in Francia ma ancora una volta nei USA.

Attenzione spoiler!

Vi comunico subito che questo film non mi è piaciuto, ma analizziamo punto dopo punto perché Jumanji welcome to the jungle è l’apoteosi del trash.

Un ragazzo di nome Alex trova su una spiaggia un gioco in scatola chiamato Jumanji. Durante la notte il gioco si trasforma in un videogioco e Alex comincia a giocarci. Ma io mi chiedo: Alex, tesoro mio. Vieni svegliato dal suono di tamburi e da questa inquietante luce verde e scopri che Jumanji non è più il gioco da tavolo che avevi trovato quel tardo pomeriggio ma bensì un gioco che guarda caso è compatibile con la console che tu hai e invece di porti due domande su come sia possibile una cosa del genere tu che fai? Ci giochi? Avere un minimo di paura? No.

Inutile che vi dico che ovviamente finisce risucchiato nel gioco. Perché a differenza dell’altro film dove si veniva intrappolati in Jumanji solo se usciva una sequenza di numeri, qui chiunque entra nel gioco (niente di originale, ma ha una sua logica). Passano venti anni e un gruppo di ragazzi durante una punizione scolastica si ritrova a mettere in ordine uno dei ripostigli della scuola e indovinate un po’ cosa trovano? La console di Alex con tanto di gioco ancora inserito dentro. Sulla scatola dentro alla quale viene trovato c’è scritto DONATE – che vuol dire donazione – ma mi chiedo chi cavolo donerebbe una console a una scuola? I quattro ragazzi (due maschie e due femmine) decidono di giocare. Ma perché? Il professore aveva detto loro che se non riuscivano a mettere tutto in ordine sarebbero dovuti tornare l’indomani per finire, e loro invece di sbrigarsi che fanno? Giocano ad un video gioco vecchio ventanni?

Andiamo avanti ognuno sceglie un’avatar e avviano la partita. Sappiamo già che finiranno con l’essere catapultati all’interno del gioco e che avranno gli aspetti degli avatar scelti. Inutile dirvi che il gruppo è formato da: il secchione, lo sportivo, la diva, e la timidina. I loro avatar saranno ovviamente i loro opposti. Il secchione si trasforma in una montagna di muscoli (The Rock), lo sportivo in un negretto bassino e fifone (Kevin Hart), la diva diventa un ciccione di mezza età (Jack Black), e la timidina in una rossa mozzafiato (Karen Gillan). Da questo momento in poi parte un’avventura in stile Tomb Raider/Jackie Chan che li porterà ad incontrarsi con Alex (quello entrato nel gioco all’inizio del film). Il giovane rivela loro di avere consumato già due vite (ogni avatar ne ha tre a disposizione) e che altre persone hanno tentato di portare a termine il gioco, ma senza successo. (Esaurire le tre vite significa morire a tutti gli effetti). Ovviamente i cinque riescono a rimettere la pietra dove doveva essere. Urlano Jumanji e si ritrovano alla loro scuola. Fin qui il film era un mediocre Blockbuster che si è auto-distrutto negli ultimi cinque minuti di film. Io ho capito che lo sceneggiatore voleva fare un rimando al vecchio Jumanji ma… No, ha fatto un cavolo di casino!

 

Facciamo un attimo una piccola premessa:

nell’altro film Alan Parrish inizia a giocare a Jumanji insieme alla sua amica Sarah. Quella notte il bambino finisce all’interno del gioco. Ritorna al nostro mondo che ormai è diventato un adulto e insieme a Sarah, Judy e Peter, finisce la partita. Se vi ricordate bene alla fine del film Alan e Sarah sono tornati bambini, precisamente alla sera in cui Alan scomparve. Ci fanno poi vedere i due bambini che si sbarazzano del gioco e che faranno di tutto per avvicinarsi a Judy e Peter e che all’inizio del film ci erano stati presentati come due orfani, mentre alla fine del film scopriamo che l’incidente – nel quale i genitori di Judy e Peter dovrebbero morire – deve ancora avvenire e che Alan e Sarah faranno in modo che non capiti.

Ora vi spiego perché vi ho sintetizzato l’altro film.

In “Jumanji welcome to the jungle” finita la partita i quattro ragazzi si ritrovano nello sgabuzzino della scuola, Alex però non è con loro. Durante il tragitto che li conduce a casa, si incontreranno proprio con Alex invecchiato di vent’anni che lascia intendere che uscito dal gioco, si è ritrovato nell’anno 1996; la sera della sua scomparsa.

Io mi chiedo. A quel punto perché Alex non ha distrutto il gioco? O comunque perché non lo ha nascosto in modo che nessuno potesse giocarci? Vi ricordate che vi ho detto che quando Alex (ancora nel gioco) aveva incontrato gli altri ragazzi aveva confessato loro che tanta gente aveva perso la vita nel tentativo di finire Jumanji?

Quindi lui torna alle sera della sua scomparsa e non fa nulla per cambiare il futuro? Ma stesso il fatto che lui quella notte non sia scomparso dovrebbe portare almeno una piccola alterazione del futuro. Anche perché da come è impostato l’inizio del film, si lascia chiaramente intendere che il padre di Alex, addolorato per la sparizione del figlio, dia via tutte le cose appartenute al ragazzo. Da qui poi la console deva aver fatto chissà che assurdo viaggio per giungere nello sgabuzzino della scuola, vabbè sorvoliamo sul buco di trama. Se Alex non è scomparso, suo padre non avrebbe avuto motivo di liberarsi della console e anche ammesso che lo abbia fatto Alex – trovò orrendo pensare che lo abbia fatto perché vuol dire che ha condannato a morte un sacco di gente – c’è comunque da presuppore che cambiando la persona che si disfa della console si cambia anche la destinazione di questo oggetto. Voglio dire quando si gioca con viaggi del tempo o cose analoghe bisogna fare bene i propri calcoli. Basta cambiare un solo elemento e il presente per come lo conosciamo subisce delle alterazioni. In questo film sembra quasi che la scomparsa o non scomparsa di Alex non abbia minimamente inficiato sulla trama. Sto personaggio era l’inutilità fatta persona in più. E cavolata tra le cavolate il film si conclude con i quattro ragazzi che distruggono la console saltandoci sopra. Ma poteva benissimo farlo Alex una volta tornato all’1996.

Rido per non piangere!

 

Capisco che è una commedia, capisco che lo scopo è far ridere e intrattenere (sebbene non faccia poi così tanto ridere) ma questo non vuol dire che la storia debba essere fatta MALE. Anche il vecchio Jumanji faceva ridere ed era un ottimo Blockbuster, ma la trama era perfetta, non c’erano sbavature. Oggigiorno sembra quasi che la trama sia diventata un optional. Mi immagino questi sceneggiatori di queste importanti case cinematografiche che discutono tra di loro.

– Ma vogliamo anche mettere una trama? –

– Ma perché scomodarsi. Abbiamo un cast stellare e tanta bella figa. La trama a che ci serve? –

Serve a non farvi bocciare mie cari sceneggiatori da due soldi. Io vi consiglio di risparmiare i vostri soldini e investirli in qualcosa che merita di più di questo insulso filmetto. La rubrica “cinema” torna il prossimo mese con l’attesissimo ultimo capitolo della trilogia The Maze Runner. E speriamo che almeno questo non ci deluda. Ciao.

Trailer di Jumanji welcome to the jungle.

https://www.youtube.com/watch?v=2QKg5SZ_35I

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